1 - 6 Settembre 2015

 

 

 


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18 Dicembre

Coro di Bitti

Coro di Bitti "Remunnu 'e Locu"

  • Daniele Cossellu (Oche e Mesu Oche)
  • Mario Pira (Bassu)
  • Pier Luigi Giorno (Contra)
  • Dino Ruiu (Oche e Mesu Oche)

I Tenores di Bitti (Nuoro) gruppo "Remunnu 'e Locu" sono nati nel 1974, attualmente è composto da: Daniele Cossellu, Capo Gruppo;  il suo ruolo è quello di "Oche" e "Mesu oche"  (Voce solista e mezza voce); Mario Pira, "Bassu" (Basso gutturale);  Pier Luigi Giorno, "Contra" (Controvoce gutturale); Dino Ruiu, "Oche" e "Mesu Oche" (Voce solista e mezza voce).

Da quarant’anni il gruppo opera ininterrottamente, dedicandosi alla ricerca delle tradizioni culturali locali e, in modo particolare, del canto a Tenores. Nel 1995 in collaborazione con il Comune di Bitti  per tenere viva la tradizione, costituiscono a Bitti la Scuola dei Tenores, aperta a tutti i giovani del paese per insegnare le metodologie del canto a Tenores, nel 1997 la scuola a Tenores di Bitti si gemella col Conservatorio Musicale di Sassari praticando diversi scambi culturali.

Il Coro di Bitti ha collaborato con musicisti del calibro di Lester Bowie, Ornette Coleman (Cagliari Jazz, Sant’Anna Arresi, Umbria Jazz), Frank Zappa (definiva i canti a tenores "musica bovina"), e Peter Gabriel, che ha pubblicato i lavori del gruppo per la propria etichetta discografica "Real World".

Il “canto a tenore” è stato riconosciuto dall’UNESCO tra i capolavori italiani del patrimonio orale e immateriale dell’umanità.  Esiste una vasta documentazione sui Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu. Tra cui il documentario "Alle radici della musica sarda – La storia dei Tenores di Bitti" dell’Associazione Culturale Sarda "Humus"

Il Canto a Tenores

Il canto a tenore è la più viva testimonianza delle radici arcaiche della cultura sarda. Una prova dell'origine arcaica di queste forme d'espressione popolare è rintraciabile su un vaso della civilizzazione di Ozieri, risalente a 3000 anni a.C. Le origini risalgono all'era nuragica, quando si è affermata una civiltà pastorale con connotazioni e caratteristiche sociali del tutto particolari, naturalmente venendo in contatto con le altre civiltà evolute dell'epoca e conservandosi malgrado i profondi mutamenti sociali del dopoguerra.

Il "coro" è composto da quattro voci maschili soliste (non sono ammessi raddoppio delle parti né, ovviamente, l'assenza di uno dei quattro cantori). Alla "Oche" è affidata la linea del canto e dello svolgimento del testo verbale (di solito poesie amorose di gusto arcadico e componimenti improvvisati che traggono spunto da esperienze vissute): il timbro è tenorile o di baritono acuto; al grave, a distanza di quinta e con emissione vocale differenziata. Il "Bassu", guturale e ingolato, e il "Contra", cupo e sfocato; all'acuto un falsetto, "Mesu Oche", fiorisce la linea del canto. Le tre parti fanno blocco insieme e i suoni vengono emessi su nonsense come bombò, la-la e simili.

Ritroviamo molte affinità del canto polifonico Sardo - in particolare le voci gutturali e la ritmica asimmetrica, in canzoni dell'Oriente, dell'Africa e perfino dell'Oceania.

I Tenores non usano musica scritta: questa tradizione musicale-culturale è tramandata letteralmente di padre in figlio. Il loro canto è strettamente legato alla poesia improvvisata, anche se sono perfettamente in grado di eseguire brani costruiti su poesie scritte da autori classici della letteratura Sarda del tutto misconosciuti dalla letteratura ufficiale Italiana.

Le loro canzoni descrivono momenti della vita di tutti i giorni, del mondo agricolo-pastorale o artigianale, così come possono essere d'amore, sacre o anche satiriche. La tecnica del canto gutturale e quella del suono teso fanno scaturire, da queste polifonie, una miriade di armoniche (su concordu).

I Tenores per cantare, si dispongono a cerchio, a volte, nel corso dell'esecuzione, eseguono il ballo. Stretti e rigidi, tenendosi a braccetto, a passi cadenzati o saltellando, girando in tondo, simboleggiando col loro canto la forza, la coesione sociale che si prova dentro. Esiste un vero magnetismo ed una vera energia solare tra la terra granitica di Sardegna e il canto dei Tenores.

A Sant'Anna Arresi:

Lo spettacolo è della durata di circa 80 minuti, i Tenores si presentano con i loro costumi tradizionali, i brani sono seguiti da un esaudiente spiegazione sulla tecnica e sull'armonia del canto a Tenores sia in lingua italiana che in lingua inglese. 

I BALLI
I CANTI PROFANI
I CANTI RELIGIOSI
Dillu
Cantu a boche 'e notte
Anghelos cantade
Ballu Seriu
S'Andira
Su Nenneddu
Ballu Lestru
Muttos
Deus ti sarvet Maria
Passu Torratu
Isterritas
Grobes de Natale
 
 
Grobes de s'Annossata
 
 

 

 

Clica qui per visitare il sito dei Tenores di Bitti "Remunnu 'e Locu"